lunedì 24 gennaio 2011




per voi, un piccolo omaggio, alcune pagine del "IO, NINNOLO DI DIO" buona lettura!

DI:


STEFANIA COLASANTI







IO,NINNOLO DI DIO!

























2008



“Amore sono le tre dobbiamo alzarci… amoreeeee è ora di alzarsiii!!! Ok se vuoi rimanere qualche minuto a letto resta pure, il tempo di prepararti un caffè e poi si parte”. Siamo entrambi emozionati e felici per questa mini vacanza ma credo sia più per il posto che raggiungeremo tra sei ore circa, l’idilliaca, soave e magica Venezia!





















1980



Diciassette anni, piccola donna ribelle esente da crisi adolescenziali, cresciuta troppo in fretta per appartenere al mondo dei giovani ma troppo giovane per essere considerata adulta. Elena si prepara per affrontare il suo primo viaggio da sola.


- “Mamma non puoi impedirmi di andare a Bologna, mi aspettano e poi lo sai che è già tutto organizzato. Ti ricordi dei miei amici, sai che hanno organizzato un viaggetto vero? E sai quanto ci tenga... mi stai ascoltando? Uffa ma è mai possibile che non me ne vada bene una? E poi quando mi ricapiterà un’occasione così!?”.


- “A parte il fatto che hai solo diciassette anni e di occasioni ne avrai a bizzeffe, dimmi, con quale coraggio mi chiedi di assecondarti? Stiamo parlando di Bologna!! Hai sentito la notizia di cosa è successo, come posso accettare questo tuo tanto agognato viaggio!?”.


- “D’accordo mamma ma sai anche che ormai non corro più nessun pericolo e per quanto possa essere tragico e orrendo, ormai è accaduto. Capisco che tu sia inorridita e sconvolta ma la stazione di Bologna è più sicura di quanto noi possiamo immaginare, quel che è stato è stato... mamma mi stai ascoltando?”.


Come può ascoltarti una madre che ha appena visto un telegiornale, uno di quelli da annotare nelle liste dei giorni bui del mondo, dove appare un servizio horror, così tangibile da creare il panico degli animi. Come le si può chiedere dell’attenzione in una simile situazione, solo per la mutria di una ragazzina?


- “Cazzo Elena, ho sentito ogni tua parola!! Che cosa vuoi che ti dica? Che hai ragione e che non corri nessun pericolo? Credo invece tu sia egoista nel chiedermi di mandarti là, ma vai pure, ricordati però di chiudere gli occhi quando sarai lì... quello che vedrai non ti piacerà”.


Ed ecco la fine di una discussione tra madre e figlia… tu vinci, lei soffre.


Stazione di Bologna.




- “Pronto Gianluca sono io... sì sono arrivata... ok. Dimmi dove posso aspettarti… purché sia abbastanza distante da qui”.


Aveva ragione mia madre.


Ed ho capito che cosa intendeva con “Tieni gli occhi chiusi”. La scena è indescrivibile, sconvolgente, umanamente insopportabile. Militari e volontari col viso coperto da mascherine di carta per proteggersi dalla polvere e dall’umiliazione della rassegnazione, mani disperatamente operose, racchiuse nel lattice dei guanti verniciati da sangue umano stanno scavando tra le grondanti macerie, solo un obiettivo: trovare un sospiro di vita tra i tanti corpi esanimi (ottantasette diranno poi i mass media).


I resti umani di coloro che aspettavano un treno, l’inizio delle loro tante attese vacanze estive, resti di persone ferme su un treno che avrebbe dovuto solo condurle in riva al mare, su una spiaggia tranquilla al lago o forse solo a casa ma che angeli della morte, angeli senza Dio, hanno fatto dirottare deviando le anime di quelle persone che nulla avevano chiesto a questi gentil conducenti di morte come gli oltre 200 feriti che vivranno il terrore di questa estate per tutto il resto della loro vita.


L’esplosione di quella maledetta bomba ha regalato alla popolazione italiana non solo sdegno e rabbia ma uno dei più grandi eccidi degli “Anni di piombo”.


Complimenti, siete stati davvero bravi nel preparare la bomba, un ordigno di eccezionale potenza, un’ottima colazione servita alle 10.25, proprio come si usa nei grandi alberghi, ma non ha il sapore dolce e fragrante dei cornetti, non sa di burro e marmellata, non ha il profumo del fumante caffè, sa di sangue e di morte, sa di assurda crudeltà, di violenta umanità… sa di dolore... sa d’impotenza. Non capisco nulla di filosofia, ma va di moda parlare di Zarathustra, fa alternativo, e a me ora, viene in mente una sola frase… Dio è morto.


Non conosco il significato di questa frase ma Nietzsche avrà avuto i suoi buoni motivi per lasciarcela in eredità, ma riconosco la disperazione negli occhi di questa gente che


oggi qui, come me in questo cimitero, cerca invano una risposta… Sento la disperazione negli occhi e nel cuore ma non nell’anima, troppo impegnata a trovare parole per pregare questo Grande Dio che oggi si è perso dentro una stazione.


Piango disperata, non sono grande abbastanza per tutto questo, ma provo a regalare un po’ di conforto a chi ancora vaga senza sapere dove andare…




















Preghiera per il viaggiatore senza meta:



Allegria,


è tuo figlio che giuoca in giardino.


Allegria,


è un vecchio che beve ridendo.


Allegria,


è una giovane donna all’altare, travestita di sogni.


Allegria,


è la morte che giunge senza invito, con passo sereno e sicuro.


Allegria,


è la guerra che ferma le disfatte.


Allegria,


è un grande poeta sconfitto e solitario che fischietta parole assieme al canto dell’upupa.


Allegria,


è un Dio che è morto e risorto, dalla terra al cielo.


Allegria,


è la speranza del suo ritorno.


Allegria,


l’allegria sei tu vita


distratta dalla tua stessa


Allegria.





Dimmi, dove sei Dio?


venerdì 23 aprile 2010

Sguardo

Una scia dietro te,
un pensiero oramai lontano.
Sguardo fragile, accecato
dalla sinuosa figura
troppo gentile perche'
non porti paura.

Abbandoni così la via
senza voltar lo sguardo?
Ma i ricordi cercano di fermare
il passo.. indeciso nell'avanzare,
orgoglioso per ritornare..
Codardo il tuo cuore.

Resti ora fermo sull'uscio
di questa via, la stessa, la mia!
Mi guardi curioso,
scruti il mio corpo,
cerchi la Dea del tempo che fu..
la Dea che non esiste piu'.

Afferri le mani
le stringi, le baci.
Ti guardo invecchiato
con giovane lo sguardo,
lo stesso che lasciava la scia..
col cuore codardo.



Adelaide K.

lunedì 19 aprile 2010

MANICHINI

La grande finestra cela sguardi molesti e menti affamate, golose, dell'altrui disperazione. Iniziano gli occhi a rimboccar la vista spiando, senza delizia, le umane figure sciolte tra l'asfalto bollente: Manichini disordinati e affannati dalla corsa quotidiana, regalo della vita donatogli con dispetto ed arroganza mentre, le Menti irriverenti contorte ed umilianti, distruggono l'unico segno della Loro esistenza: i liberi pensieri.

Adelaide Khol

venerdì 16 aprile 2010

MISTERO

Assurdo questo cielo

fatto di mille finestre
senza vetri senza tende

senza gerani
ad ingentilir
l'affaccio

senza briciole
per sfamare
il passero.

Assurdo questo cielo

fatto per gli angeli
senza volto

Assurdo questo cielo

intarsiato con gentil arte
per ospitare nuvole

candide come il puro amore

per ospitare nuvole
grigie come le anime perse


Assurdo questo cielo

che si spaccia
tetto dell'universo

Assurdo questo cielo
che cela di ogni uomo
il suo mistero.




Adelaide Khol.

lunedì 5 aprile 2010

Carol

Carissimo Amico
era un giorno bellissimo,un giorno che mai avrei dimenticato.
Il ristorante era delizioso come deliziosa fù la cena e non dimentico il vino, hum,meraviglioso odore di legno e di frutti di bosco nascosti nella bottiglia che mesceva generosa il nettare di colore rosso rubino. tutto era perfetto,anche la tappezzeria faceva la sua parte intonandosi perfettamente con il mio abito, come la candela,color porpora, mimetizzava la mia timidezza.
Non ti ho detto quanto tempo ho impiegato quella sera, prima di incontrare Lui, a vestirmi? Tutto sembrava sciatto, insignificante e dozzinale..volevo e dovevo essere la unica e sola donna al mondo,almeno quella sera.
la passeggiata per le vie di Roma, a ridere per...credo per il nulla assoluto e la mano mascolina che mi teneva stretta la vita aumentavano la falsa sofisticazione di donna che ero.
Ubriaca di bacco e dello sviscerale bisogno d'amore ho lasciato che a condurre il gioco della serata fosse il mio cavaliere.
Tu sai cosa si prova ad essere un attimo la Principessa del mondo e subito dopo il conto da saldare per il cibo e la passeggiata e le risate? un tuffo nelle fogne di questa citta' sarebbe stato meno schifoso!!!
tralascio i particolari perche' credo nella tua comprensione.
Mentre salivo le scale che mi conducevano alla mia mansarda,mi spogliavo degli indumenti inzozzati dalle ingiurie lanciatemi per aver lasciato a bocca asciutta quello, che solo poche ore prima, era travestito da gentiluomo.
Caro, in pochi secondi ho raggiunto la mia camera e, in men che non si dica, ho sprofondato il capo sotto le coperte piangendo, truffata dalla speranza di incontrare l'uomo giusto.
Non riuscivo a prender sonno ed ho acceso la televisione. Il telegiornale era fuori orario, una edizione straordinaria..chiusi gli occhi, mi sarebbe bastato poco per raggiungere morfeo, quando riconobbi la tua voce.. Lo so, ho continuato a tenere la testa sotto le coperte, ho cercato di non sentire le tue parole ma il tuo rumore, si, quella sera era rumore, mi ridesto'. Era solo una foto fissa sullo schermo e capiii cosa ti stava succedendo. Perdonami Amico mio se per molti anni ho evitato di incontrarti, perdonami se per troppi anni ho pensato fossi come gli altri..perdonami se quando ho pensato fossi diverso dagli altri, non ti ho permesso di venire da me..
Insomma, quella notte mi hai dato la giusta lezione.
Sei entrato con forza nel mio cuore,hai spazzato via tutte le offese e lo hai riempito di inspiegabile dolore.
Eravamo cosi' distanti io e te da chiedermi per quale motivo la tua Morte mi dava tanta sofferenza, perche' eri il Papa? No! Perche' sei arrivato dritto come una spada dalla dolce lama ed hai aperto la mia anima. Ho dormito abbracciata a te pregando te di pregare per me...

Caro amico mio, Perdonami per averti perso prima di averti trovato,
Caro amico mio, Grazie per averti trovato quando ti ho perso.....
Caro Amico Carol, Ciao.

Tua Adelaide Khol.

lunedì 29 marzo 2010

NOI

molti di noi
Rimuovi molti di noi


credono ancora
nell'onestà dell'Italia
ubriaca di menzogne e
ipocrite speranze.

molti di noi

cercano il punto fermo
della vita
nelle piccole certezze.

molti di noi

vivono illusi
da certe carezze.

molti di noi


agnostici o qualunquisti
cercano quella fortezza
per proteggere
la vera esistenza.

Molti di noi

italiani sognatori,
poveri forse,
comunque Signori.

Adelaide Khol.

sabato 27 marzo 2010

senza ritorno


Continui a ripeterti che Sei adulto ma riesci a sentirti solo e indifeso e vorresti, anche se
egoisticamente, essere abbracciato e consolato, magari anche “maltrattato”, dai tuoi genitori....che tu li abbia lontani o che tu non li abbia più, la sensazione è la stessa : “SOLITUDINE” e fa male,molto male.
La certezza di quest'emozione mi e' arrivata quando il mio stato d'animo richiedeva la conferma,
sia alla gioia come alla disperazione, nella voce di chi ti ama a prescindere.
Afferro il cellulare e compongo il numero di mia madre e durante questo stupido e ripetibile
gesto,una lacrima ,una stretta allo stomaco,un nodo alla gola. Il telefonino scivola dalle mani... Lei
Non risponderà. Mai più.
Allora mi fermo e rallento i miei pensieri quotidiani per poter far spazio ai ricordi.....................