Una scia dietro te,
un pensiero oramai lontano.
Sguardo fragile, accecato
dalla sinuosa figura
troppo gentile perche'
non porti paura.
Abbandoni così la via
senza voltar lo sguardo?
Ma i ricordi cercano di fermare
il passo.. indeciso nell'avanzare,
orgoglioso per ritornare..
Codardo il tuo cuore.
Resti ora fermo sull'uscio
di questa via, la stessa, la mia!
Mi guardi curioso,
scruti il mio corpo,
cerchi la Dea del tempo che fu..
la Dea che non esiste piu'.
Afferri le mani
le stringi, le baci.
Ti guardo invecchiato
con giovane lo sguardo,
lo stesso che lasciava la scia..
col cuore codardo.
Adelaide K.
venerdì 23 aprile 2010
lunedì 19 aprile 2010
MANICHINI
La grande finestra cela sguardi molesti e menti affamate, golose, dell'altrui disperazione. Iniziano gli occhi a rimboccar la vista spiando, senza delizia, le umane figure sciolte tra l'asfalto bollente: Manichini disordinati e affannati dalla corsa quotidiana, regalo della vita donatogli con dispetto ed arroganza mentre, le Menti irriverenti contorte ed umilianti, distruggono l'unico segno della Loro esistenza: i liberi pensieri.
Adelaide Khol
Adelaide Khol
venerdì 16 aprile 2010
MISTERO
Assurdo questo cielo
fatto di mille finestre
senza vetri senza tende
senza gerani
ad ingentilir
l'affaccio
senza briciole
per sfamare
il passero.
Assurdo questo cielo
fatto per gli angeli
senza volto
Assurdo questo cielo
intarsiato con gentil arte
per ospitare nuvole
candide come il puro amore
per ospitare nuvole
grigie come le anime perse
Assurdo questo cielo
che si spaccia
tetto dell'universo
Assurdo questo cielo
che cela di ogni uomo
il suo mistero.
Adelaide Khol.
fatto di mille finestre
senza vetri senza tende
senza gerani
ad ingentilir
l'affaccio
senza briciole
per sfamare
il passero.
Assurdo questo cielo
fatto per gli angeli
senza volto
Assurdo questo cielo
intarsiato con gentil arte
per ospitare nuvole
candide come il puro amore
per ospitare nuvole
grigie come le anime perse
Assurdo questo cielo
che si spaccia
tetto dell'universo
Assurdo questo cielo
che cela di ogni uomo
il suo mistero.
Adelaide Khol.
lunedì 5 aprile 2010
Carol
Carissimo Amico
era un giorno bellissimo,un giorno che mai avrei dimenticato.
Il ristorante era delizioso come deliziosa fù la cena e non dimentico il vino, hum,meraviglioso odore di legno e di frutti di bosco nascosti nella bottiglia che mesceva generosa il nettare di colore rosso rubino. tutto era perfetto,anche la tappezzeria faceva la sua parte intonandosi perfettamente con il mio abito, come la candela,color porpora, mimetizzava la mia timidezza.
Non ti ho detto quanto tempo ho impiegato quella sera, prima di incontrare Lui, a vestirmi? Tutto sembrava sciatto, insignificante e dozzinale..volevo e dovevo essere la unica e sola donna al mondo,almeno quella sera.
la passeggiata per le vie di Roma, a ridere per...credo per il nulla assoluto e la mano mascolina che mi teneva stretta la vita aumentavano la falsa sofisticazione di donna che ero.
Ubriaca di bacco e dello sviscerale bisogno d'amore ho lasciato che a condurre il gioco della serata fosse il mio cavaliere.
Tu sai cosa si prova ad essere un attimo la Principessa del mondo e subito dopo il conto da saldare per il cibo e la passeggiata e le risate? un tuffo nelle fogne di questa citta' sarebbe stato meno schifoso!!!
tralascio i particolari perche' credo nella tua comprensione.
Mentre salivo le scale che mi conducevano alla mia mansarda,mi spogliavo degli indumenti inzozzati dalle ingiurie lanciatemi per aver lasciato a bocca asciutta quello, che solo poche ore prima, era travestito da gentiluomo.
Caro, in pochi secondi ho raggiunto la mia camera e, in men che non si dica, ho sprofondato il capo sotto le coperte piangendo, truffata dalla speranza di incontrare l'uomo giusto.
Non riuscivo a prender sonno ed ho acceso la televisione. Il telegiornale era fuori orario, una edizione straordinaria..chiusi gli occhi, mi sarebbe bastato poco per raggiungere morfeo, quando riconobbi la tua voce.. Lo so, ho continuato a tenere la testa sotto le coperte, ho cercato di non sentire le tue parole ma il tuo rumore, si, quella sera era rumore, mi ridesto'. Era solo una foto fissa sullo schermo e capiii cosa ti stava succedendo. Perdonami Amico mio se per molti anni ho evitato di incontrarti, perdonami se per troppi anni ho pensato fossi come gli altri..perdonami se quando ho pensato fossi diverso dagli altri, non ti ho permesso di venire da me..
Insomma, quella notte mi hai dato la giusta lezione.
Sei entrato con forza nel mio cuore,hai spazzato via tutte le offese e lo hai riempito di inspiegabile dolore.
Eravamo cosi' distanti io e te da chiedermi per quale motivo la tua Morte mi dava tanta sofferenza, perche' eri il Papa? No! Perche' sei arrivato dritto come una spada dalla dolce lama ed hai aperto la mia anima. Ho dormito abbracciata a te pregando te di pregare per me...
Caro amico mio, Perdonami per averti perso prima di averti trovato,
Caro amico mio, Grazie per averti trovato quando ti ho perso.....
Caro Amico Carol, Ciao.
Tua Adelaide Khol.
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