La vita
interamente
di lavoro
dignitoso
e opprimente...
Poi,
quel giorno il campanello
si mise a suonare
di un trillo isterico
per stordir il fiato e l'onore.
Con pace e rassegnazione apristi il portone..
"aspettavo quest'ordine della legge
ma non certo il gendarme!"
ce' stato
l'ordine dal padrone!
Ieri moroso...
oggi Vagante!
Viandante sì,
ma di
Roma,
pe' Vivere
errabonda
la città mai
così poco eterna.
Calpesti il largo marciapiede del fiume,
quello de vicende
poco sacre
quello de storie
assai profane.
Ma non hai il tempo per divagarti,
raminga, devi svolgere le tue faccende.
sistemi il letto per la notte, un cartone
e un po' di giornale..forse 'na coperta..
se nello scappare dalla tua
vita vecchia,
sei riuscita a pigliare.
Non ti scansi nel vedere quel ratto
di fogna,
quello che a Roma chiamano zoccola
senti il fruscio del Tevere
che al calar delle tenebre
sembra sussurrare:
Dormi ora.. riprendi in mano
la tua vita..
perché nei sogni ce Dio
e la speranza nella mera sofferenza
e' quel sonno cullato dalla tristezza.
Cosi' la tua voce intona una nenia
parole di lacrime
ripiene di candore..
Adelaide Khol
***
Ho scritto questa poesia per il concorso "CASA MIA, CASA MIA"del 2010.
La vera storia di tutti i giorni, quella che non viene menzionata nei libri.
Adelaide Khol